What is learning?

Ghiottone FinlandiaLearning means to choose to become part of a process based on a subjective ownership related to a particular cognitive experience. This process is based on a dialogue between innate cognition and cultural tradition of the individual, as well as, the social culture in the case of an animality with strong social components. Learning means choosing to integrate the elements of perception and proprioception within one’s own cognitive map, receiving, processing, but also producing information. Learning means choosing to create multidimensional and nonlinear connections, on a horizontal and not vertical plane. And ultimately, learning means choosing to question the world, giving space to one’s own innate and intrinsic satisfaction coming from an experience free from conditioning.

In other words, learning does not mean to perform a task, repeating patterns, expecting external rewards, drilled to be polite, mechanizing movements, modeling behavior, doing mental exercises, being desensitized, undergoing situations, being lured.

Learning means choosing to respond even in the absence of questions, and asking questions without expecting answers.

In the picture a Glutton, also said Wolverine (Gulo gulo), photographed by Andrea Marzorati in Finland.

Cos’è l’apprendimento?

Ghiottone FinlandiaApprendere significa scegliere di entrare a far parte di un processo basato su una titolarità soggettiva relata ad una determinata esperienza cognitiva, a sua volta tale processo basato su un dialogo tra cognizione innata e tradizione culturale dell’individuo, oltre che del suo gruppo sociale di riferimento, nel caso di un’animalità con forti componenti sociali. Apprendere significa scegliere di integrare gli elementi di percezione e propriocezione all’interno di una propria mappa cognitiva, ricevendo, elaborando ma anche producendo informazione. Apprendere significa scegliere di creare connessioni multidimensionali e non lineari, su un piano orizzontale e non verticale. In definitiva apprendere significa scegliere di porre domande al mondo, dando spazio ad una propria intrinseca e innata soddisfazione nel vivere un’esperienza libera da condizionamenti esterni.

Apprendere non significa quindi svolgere compiti, ripetere schemi, aspettarsi premi esterni, imparare ad essere educati, meccanizzare movimenti, modellare comportamenti, fare esercizi mentali, essere desensibilizzati, essere adescati.

Apprendere significa scegliere di dare risposte anche in assenza di domande e fare domande scegliendo di non aspettarsi risposte.

Nella foto un Ghiottone, detto anche Volverina (Gulo gulo), fotografato da Andrea Marzorati in Finlandia.

 

Ci sono più prede e predatori nell’horsemanship, che in natura.

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La fortemente fuorviante etichetta di prede associata agli equidi, prodotta dall’etologia mainstream e dall’horsemanship negli ultimi decenni, ha rappresentato la bastonata finale data alla dignità e all’integrità dei cavalli, trascinandosi dietro anche gli asini, che sono diventati a loro volta prede di seconda generazione. Per cavalli e asini che vivono in condizioni naturali, possono si verificarsi rare situazioni di predazione, ma passare da questo ad uno stravolgimento identitario pseudoetologico degli equidi ce ne vuole e necessita di contorte proiezioni antropomorfiche che trasformano animali naturalmente cognitivi, in animali reattivi, incontrollabili, imprevedibili, che richiedono addestramento ed educazione a forza di leaders, sticks, lanci di longe e clickers. Nella realtà dei fatti, cavalli e asini subiscono situazioni di prede-predatori proprio nello spazio dei tondini addestrativi e nell’industria equestre-asinara in generale, più che in natura, diventando reattivi a causa delle pressioni e richieste bizzarre proveniente dall’horsemanship e dalla donkeymanship, sia di vecchia che di nuova generazione.

Nella foto di Gary Pearl, un gruppo socio-cognitivo di cavalli nella Washoe Valley in Nevada.

Animal training inhibits liberty, instead of preserve it.

landixi2The free soul is rare, but you know it when you see it – basically because you feel good, very good, when you are near or with them.

Charles Bukowski, Tales of Ordinary Madness

 

Talking about Equine Liberation is very different from talking merely of liberty, as in the trends of the last decades of horsemanship has tried to bring us. Equine Liberation does not match therefore with the work at liberty, the riding in liberty, the training at liberty, and actually talking about Equine Liberation means questioning just these alleged liberties, even more strongly than questioning conventional approaches, because they hide the attempts to masquerade as liberty what remains in the same and conventional equestrian cage. Equine Liberation start from an ethical paradigm, using other languages and practices with the recognition of the equine moral status, corresponding to various subjectivities, with a right to live without coercive, gentle, ethological and libertarian trainings.

You’re a fool, juha! Ha! Did you think you were free? Where were you going at 2:00 today? Into the gym, right? In the morning, your wake up call. In the middle of the night, when you wake up sweating with your heart pounding. What is it that has you all tied up, juha? Is it ambition? Yeah… You’re no mystery to me, boy. I used to be you. –  Instinct, the movie

Socialità e socializzazione: due ambiti diversi

duneSembra incredibile come si possano confondere due ambiti così diversi come i contesti sociali e di socializzazione, quando si parla di cani, cavalli, ma anche di umani. In particolare nel riferirsi ai cani sembra spesso che stiamo trattando di entità aliene che non rispondono né alle comuni logiche socio-evolutive, né al buon senso. Un cane non ha bisogno di giocare o socializzare con cani sconosciuti, ma esprime il piacere di vivere ed interagire con altri cani a lui familiari, con i quali ha costruito nel tempo un adeguato collante socio-cognitivo. Eppure l’etologia ci fornisce alcuni chiari ed inequivoci insights riguardo alla socio-cognizione animale, anche riguardo all’espressione di comportamenti totalmente diversi se parliamo di cani in contesti di socializzazione o in ambienti sociali. Sempre quando parliamo di etologia autentica ovviamente, quindi non asservita a logiche diverse da quella per cui è nata questa branca di studio e indagine, appartenente alle scienze bio-naturalistiche.

Amare non significa guardarsi negli occhi, ma guardare insieme verso la stessa meta.
Antoine de Saint-Exupery