Learning means to choose to become part of a process based on a subjective ownership related to a particular cognitive experience. This process is based on a dialogue between innate cognition and cultural tradition of the individual, as well as, the social culture in the case of an animality with strong social components. Learning means choosing to integrate the elements of perception and proprioception within one’s own cognitive map, receiving, processing, but also producing information. Learning means choosing to create multidimensional and nonlinear connections, on a horizontal and not vertical plane. And ultimately, learning means choosing to question the world, giving space to one’s own innate and intrinsic satisfaction coming from an experience free from conditioning.
In other words, learning does not mean to perform a task, repeating patterns, expecting external rewards, drilled to be polite, mechanizing movements, modeling behavior, doing mental exercises, being desensitized, undergoing situations, being lured.
Learning means choosing to respond even in the absence of questions, and asking questions without expecting answers.
In the picture a Glutton, also said Wolverine (Gulo gulo), photographed by Andrea Marzorati in Finland.
Apprendere significa scegliere di entrare a far parte di un processo basato su una titolarità soggettiva relata ad una determinata esperienza cognitiva, a sua volta tale processo basato su un dialogo tra cognizione innata e tradizione culturale dell’individuo, oltre che del suo gruppo sociale di riferimento, nel caso di un’animalità con forti componenti sociali. Apprendere significa scegliere di integrare gli elementi di percezione e propriocezione all’interno di una propria mappa cognitiva, ricevendo, elaborando ma anche producendo informazione. Apprendere significa scegliere di creare connessioni multidimensionali e non lineari, su un piano orizzontale e non verticale. In definitiva apprendere significa scegliere di porre domande al mondo, dando spazio ad una propria intrinseca e innata soddisfazione nel vivere un’esperienza libera da condizionamenti esterni.
The free soul is rare, but you know it when you see it – basically because you feel good, very good, when you are near or with them.
Sembra incredibile come si possano confondere due ambiti così diversi come i contesti sociali e di socializzazione, quando si parla di cani, cavalli, ma anche di umani. In particolare nel riferirsi ai cani sembra spesso che stiamo trattando di entità aliene che non rispondono né alle comuni logiche socio-evolutive, né al buon senso. Un cane non ha bisogno di giocare o socializzare con cani sconosciuti, ma esprime il piacere di vivere ed interagire con altri cani a lui familiari, con i quali ha costruito nel tempo un adeguato collante socio-cognitivo. Eppure l’etologia ci fornisce alcuni chiari ed inequivoci insights riguardo alla socio-cognizione animale, anche riguardo all’espressione di comportamenti totalmente diversi se parliamo di cani in contesti di socializzazione o in ambienti sociali. Sempre quando parliamo di etologia autentica ovviamente, quindi non asservita a logiche diverse da quella per cui è nata questa branca di studio e indagine, appartenente alle scienze bio-naturalistiche.
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