Equus Lost? The book is here!

“In the 1980s, the world of riding, training, and competing with horses took a major turn with the spread of natural horsemanship, which at its most basic foundation rejects the use of abusive techniques and relies on methods derived from understanding the dynamics of free-roaming horse herds. Since then, equestrians across disciplines have incorporated elements of natural horsemanship into their work. But despite what was certainly an advancement in human-equine interaction that has improved the lives of many horses, Italian animal behaviorists Francesco De Giorgio and José De Giorgio-Schoorl dare to now ask, What if much of what we think we know about horses is, in fact, wrong? What if the premise of herd hierarchy is a myth? What if “conditioning” the horse’s behavior in the ways we’ve grown accustomed is undercutting his potential for development? What if there is another—better—level of partnership to which we can aspire? Their provocative book ***Equus Lost?***, takes us into a dimension where we shed our assumptions of leadership, dominance, and control, convincingly showing a way forward that acknowledges that a horse, when allowed, is driven by his own inner motivation to explore and understand the world around him, including his relationship with humans.” – Trafalgar Square Books

The book ***Equus Lost?*** has been officially launched! Published in 2013 in a limited edition with the title ***The Cognitive Horse*** it has already changed lives and relationships. Today the content of the book will contribute to the changing view on horse-human relationships, and human-nonhuman relationships in general. Not by creating new filters, but by destructuring habits and beliefs. “Create space for a more authentic interaction, for a reciprocal and compassionate dialogue, where both parties can be truly themselves and both individuals feel they can express themselves freely” [Equus Lost?]. #equuslost

Available from now for the US to this link: http://www.horseandriderbooks.com/mm5/merchant.mvc?Screen=PROD&Store_Code=H&Product_Code=COHO&Category_Code=

Available from February for the rest of the World to this link: https://www.amazon.com/Equus-Lost-Misunderstand-Horse-Human-Relationship-Plus/dp/157076798X

L’abbattimento scientifico dei lupi, ovvero quando gli etologi imbracciano il fucile.

Non avrei mai pensato di dovermi impegnare anche in una battaglia come questa, dove valori e progetti di conservazione della natura italiana, ben pensati, collaudati e di esempio  anche in altri paesi del mondo, che ho visto crescere sin da quando, giovanissimo, mi occupavo proprio di queste tematiche, sia in veste di biologo che di attivista, fossero messi in discussione a causa di deliri scientifico-governativi. Quarant’anni fa gli etologi, soprattutto quelli di campo, quelli armati di scarponi e binocoli per intenderci, erano generalmente dalla parte degli animali e servivano a favore della loro protezione. A quei tempi, sarebbe stato inimmaginabile vedere un etologo mettersi al servizio delle pretese antropocentriche di un governo, tra l’altro non eletto dai cittadini, in complicità con i cacciatori, inventando teorie più fantasiose che scientifiche, sulla minaccia del lupo per le attività agricole-pastorali, proponendo un abbattimento scientifico dei lupi e quindi, nei fatti, dismettendo il binocolo per imbracciare il fucile, adducendo colorite e risibili giustificazioni pseudo-conservazioniste. Ma tant’è, me ne faccio una ragione, non restando però passivo rispetto a questo delirio di onnipotenza, tra presunzione scientifica e governo venatorio del paese Italia e delle sue soggettività animali. Si perché parliamo di soggettività animali, che significa parlare oltre una presunta ed efficace strategia di conservazione, significa parlare molto più che di specie, anzi significa di ragionare oltre la specie. Quali soggettività sarebbero infatti abbattute scientificamente? Sulla base di quale valutazione? Quale tipo di sofferenza fisica, mentale e sociale dovranno subire le famiglie di lupi durante le incursioni venatorie? Come viene tenuto conto dei diritti base di autonomia, integrità, dignità e vulnerabilità di ogni lupo e di ogni gruppo sociale stabile? A queste domande gli etologi di governo non saprebbero mai rispondere, perché hanno dimostrato di anteporre esigenze di riconoscimenti scientifici a quelle di etica animale, di anteporre gli interessi di attività antropocentriche a quelle degli equilibri naturali, di anteporre l’industria delle pubblicazioni scientifiche ai lupi, mostrando anche scarsa e risibile conoscenza delle dinamiche naturali e negando, di fatto, anche le loro stesse competenze etologiche acquisite negli anni, oltre che i loro valori guida di quando erano giovani studenti. Se ogni etologo fosse un attivista, un incorruttibile, un paladino dell’etica animale, prima ancora che servo dei governi, della scienza e dell’evidenza scientifica, non saremmo giunti a questo. Ora una magnifica battaglia ci aspetta, non solo in favore dei lupi ma di tutta l’Animalità. Fatevi avanti, ognuno come può, nel piccolo come nel grande, questa battaglia aspetta e spetta ad ognuno di voi, voi animali umani.

Nella foto di Marco Novelli, un lupo appenninico (Canis lupus italicus).

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Diritti&Natura

Il 4 Febbraio a Rovereto (Trento), all’interno della Rassegna OFF-side “Diritti&Rovesci” e “Diritti&Natura”, proposta dalla Cooperativa SMART, parlerò di nuove e possibili vie di convivenza con l’Animalità. In questo senso diventano sempre più necessari nuovi modelli di ragionamento per parlare di Animalità, vivere con essa e agire per essa, altrimenti il rischio è restare impaludati in vecchi schemi, che restano tali anche quando si hanno le migliori intenzioni per un’evoluzione di coscienza e quando tali schemi vengono descritti e proposti con un linguaggio che appare nuovo e ricercato, ma che nella sostanza e nella pratica, continua a promuovere un’idea di coesistenza con l’Animalità vecchia di decenni, se non di secoli, all’interno della quale tutti gli animali, umani inclusi, rischiano di perdere, e perdono, la propria espressione soggettiva e la possibilità di possedere propri pensieri emancipati da logiche addestrativiste.

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Hacer preguntas al mundo

Extracto de la entrevista que me hizo Julie Kaiser-Hansen Taylor por Epona.tv, traducido en español por Gemma Català Thomas.

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Adiestramiento es adiestramiento, aprendizaje es aprendizaje. Son dos campos separados.
Qué hace un caballo en la naturaleza? Hacer preguntas. Hacer preguntas al mundo. A su propio mundo. No es solo un objeto que corre de derecha a izquierda, de arriba a abajo, escapando de los depredadores: leones de montaña, lobos y otros, que además tienen sus propios asuntos por hacer. Primero de todo, el caballo es un animal cognitivo que hace preguntas al mundo y esto significa que el caballo necesita tener el placer de explorar el mundo que le rodea, entender el mundo que le rodea, el mundo en el que él vive. Y es importante también el concepto de que el caballo en la naturaleza crea realidad y que no hay una realidad objetiva. Hay muchas realidades subjetivas. Hay la realidad que viene de Marea, la realidad de Sparta, la realidad de Pioggia, la realidad de Francesco, y juntos todos creamos el concepto, el momento de co-realidad, de co-aprendizaje y de coexistencia. Este es también el significado de coexistencia: crear juntos algo, crear juntos una experiencia, vivir juntos una experiencia, co-viviendo una experiencia en un diálogo que se da de forma recíproca. Cuando era joven, muy joven, alrededor de 16 años, hice activismo contra la caza furtiva, así que mi proceso mental, emocional, experiencial viene también de ese contexto por lo que para mí es importante actualmente enfatizar el concepto de caza furtiva de la mente del animal. Hay muchas actividades ecuestres que hacen caza furtiva de la mente del animal, de la mente del caballo. Así que esto es realmente importante de entender. Con la caza furtiva de la mente del caballo quiero decir la forma en la que los ecuestres cazan la mente del caballo para ponerla en una caja. En una caja invisible.

Esto es más difícil de ver pero hay muchos caballos viviendo en jaulas invisibles. Hay también caballos viviendo fuera de un box pero con la mente dentro del box. Parece que el caballo está allí, fuera con otros caballos, pero debido al entrenamiento del caballo su mente está todavía dentro del box. Así que la actividad anti caza furtiva que es importante hacer para mí actualmente es la de liberar la mente del caballo de la caja del adiestramiento.

Hay la corrección del cuerpo pero hay también la corrección de la mente y las actividades ecuestres, el adiestramiento ecuestre, se enfoca también en la corrección de la mente. Con cognición animal yo quiero hablar de cognición real que no está conectada con el adiestramiento. Cuando ves a un animal entrenado para contar números o reconocer el alfabeto humano, eso no es cognición. Eso es adiestramiento. Cognición está conectada con la motivación intrínseca de un animal, de un caballo dentro de un contexto social cognitivo.

El adiestramiento pide respuestas del animal. No está interesado en entender las preguntas del animal. Está interesado en la repetición, en el ejercicio, no en experiencias. En conseguir el perfecto equipo, el perfecto ejercicio, modelando el perfecto comportamiento y el perfecto caballo.
El aprendizaje no está interesado en ninguno de estos temas. El aprendizaje está interesado en dar espacio para entender el mundo, para hacer preguntas al mundo y para que el caballo viva la experiencia que ese caballo quiere vivir. Que ese animal quiere vivir.